Profughi. Dalle foibe all'esodo: la tragedia degli italiani d'Istria, Fiume e Dalmazia

La vicenda di 300.000 italiani costretti ad abbandonare le loro terre, la realtà drammatica dei campi profughi in Italia: una memoria negata per cinquant'anni.

Tra il 1944 e la fine degli anni Cinquanta, gran parte della comunità italiana dell'Istria, di Fiume e della Dalmazia abbandona la propria terra. A ondate successive, quasi 300.000 persone, appartenenti a ogni classe sociale, vengono costrette a fuggire dal nuovo regime nazionalcomunista di Tito che confisca le loro proprietà, le emargina dalla vita pubblica, le reprime con la violenza poliziesca, giungendo talora a un vero e proprio tentativo di "pulizia etnica". I profughi vengono dispersi in oltre cento campi di raccolta disseminati in tutto il nostro paese dove per molto tempo - in alcuni casi perfino dieci anni - vivono in una situazione di totale emergenza, nella più assoluta provvisorietà e promiscuità, attorniati da un clima di avversione o indifferenza. Per i partiti della sinistra sono fascisti che non hanno accettato il socialismo reale jugoslavo, per le forze di governo sono un fardello ingombrante perché dimostrano che l'Italia è uscita sconfitta dalla guerra e come tale è stata trattata alla Conferenza di pace di Parigi. Mentre i profughi iniziano il faticoso cammino per conservare la propria identità storica e culturale, sul loro dramma scende un impenetrabile silenzio di Stato. Quali sono le cause di questa tragedia, su cui per tanti anni è calata una cortina fumogena? Quali le ragioni di un popolo cacciato dalle proprie case, osteggiato e ignorato dai suoi stessi connazionali?

Attraverso un'analisi attenta in cui si intrecciano lo scenario locale e quello internazionale, si ripercorrono le tappe di questa incredibile vicenda troppo a lungo dimenticata: la complessità etnica nella zona di confine nord-orientale dell'Italia, le contrapposizioni del Ventennio fascista, i misfatti della "slavizzazione" forzata degli italiani, le stragi delle foibe, la vita nei campi profughi raccontata dagli sfortunati protagonisti di quei giorni. "Profughi" per la prima volta inquadra da varie angolature lo sradicamento e l'esodo di una popolazione che paga per tutti il prezzo della guerra perduta e la cui memoria è stata per mezzo secolo prigioniera delle opposte strumentalizzazioni politiche, oggetto volta per volta di rimozioni, fraintendimenti, manipolazioni.


Anno di pubblicazione: 2005
Pagine:
217 
Editore: Mondadori