Duchi d'Aosta. I Savoia che non diventarono mai re d'Italia

Vittorio Emanuele di Savoia o Amedeo duca d'Aosta? Il dibattito "virt+uale" che oggi divide i monarchici italiani su chi debba essere il legittimo successore di Umberto II ripropone una contrapposizione che tra la fine dell'Ottocento e la seconda guerra mondiale ha assunto rilevanza storica. Fisicamente prestanti e slanciati, insieme signorili ed esuberanti, ambiziosi e anticonformisti, spesso protagonisti di vicende ardimentose, gli Aosta hanno rappresentato un modello di regalità profondamente diversa da quella compassata e protocollare dei Savoia e sono stati capaci di penetrare nell'immaginario collettivo dell'Italia liberale e, ancor più, di quella fascista rappresentando durante la crisi di fine secolo e in occasione della marcia su Roma - allorché Mussolini si servì strumentalmente di loro per condizionare il re - un'ipotesi di successione dinastica.
Con una prosa agile, si ripercorrono le vicende di tre generazioni di duchi d'Aosta, contestualizzando le singole biografie nei grandi scenari nazionali e internazionali. La ricostruzione parte dai capostipiti Maria Vittoria e Amedeo, secondogenito maschio di Vittorio Emanuele II, per una breve stagione sfortunati sovrani di Spagna, per proseguire con i loro figlia Emanuele Filiberto, celebrato comandante della Terza Armata, fervente nazionalista e convinto sostenitore di Mussolini come la moglie Elena d'Orléans; Luigi Amedeo, duca degli Abruzzi, esploratore dell'Artico con la Stella Polare e colonizzatore in Somalia; Vittorio Emanuele, conte di Torino, brillante frequentatore di circoli mondani; Umberto, conte di Salemi, figlio di secondo letto, volontario come soldato semplice nella Grande Guerra e deceduto nel 1918 in seguito a malattia contratta in trincea. L'ultima parte del libro è dedicata ai discendenti di Emanuele Filiberto: Amedeo, vero modello dell'"uomo" fascista, viceré d'Etiopia sconfitto dagli inglesi all'Amba Alagi e morto prigioniero in Kenya nel 1942, e Aimone, padre dell'attuale duca, nominato nel 1941 re di Croazia ma che a Zagabria non mise mai piede.

In "Duchi d'Aosta", ricostruendo un aspetto meno noto della complessa vicenda sabauda, si contibuisce alla rilettura del ruolo storico dei SAvoia nel nostro Paese, al di fuori delle demonizzazioni e delle agiografie.


Pagine: 238
Editore: Mondadori
Anno di pubblicazione 2003