La Lega contro i 150 anni dell'Unità d'Italia. Meno 100 milioni di euro al Piemonte

Ce ne siamo ben accorti in questi mesi: la Lega non vuole l’Unità d’Italia e questo è costato al Piemonte almeno 100 milioni di euro. Con il Governo Prodi avevamo concordato un intervento del Ministero dei Beni culturali di 150 milioni di euro in tre tranches per finanziare vari progetti, tra cui la viabilità di accesso a Venaria, la sistemazione del Parco Dora, il restauro del Castello di Moncalieri, il riallestimento del Museo del Risorgimento, ecc.
La prima tranche di 50 milioni è stata erogata nel 2007, ma da quando Berlusconi e Bossi hanno vinto le elezioni, tutto si è interrotto. La Lega non vuole ricordare l’Unità d’Italia e non dà i soldi al Piemonte: in compenso, destina miliardi alla Lombardia per l’Expo 2015.
In merito, alleghiamo un articolo pubblicato il 12 marzo sul "Corriere della Sera", dal titolo "Verdini: «La Lega non voleva la festa per i 150 dell'Unità d'Italia»"
"La Lega non voleva i festeggiamenti per il 150esimo anniversario dell'Unità d'Italia. Lo ha detto ai pm di Firenze il coordinatore del Pdl Denis Verdini, parlando di uno dei due colloquio avuti con l'ex presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici Angelo Balducci, ora in carcere nell'ambito dell'inchiesta sui grandi appalti.
Verdini ha spiegato che Balducci «era stato nominato responsabile... del 150esimo dell'unità d'Italia dal Governo Rutelli. E aveva fatto un grande lavoro... La sua preoccupazione era che tutto questo lavoro... cambiando governo e avendo annunciato Tremonti un taglio...».
PM: «Secco.»
VERDINI: «...per tenere... puntando anche sul fatto che la Lega non voleva i... i festeggiamenti del centocinquantesimo perché... qui io sono alleato della Lega, ma io sono un risorgimentalista, e loro sono... chi sono, per cui io...».
PM: «Insomma c'erano delle difficoltà...»
VERDINI: «C'erano difficoltà».
Altro capitolo: «Che ci fai insieme a questi bastardi?». È quanto chiese l'imprenditore fiorentino Riccardo Fusi all'onorevole Denis Verdini, vedendolo al circolo della caccia a Roma insieme all'imprenditore Francesco Maria De Vito Piscicelli. L'aneddoto è raccontato dallo stesso Verdini ai pm fiorentini, durante l'interrogatorio del 15 febbraio. Verdini spiega che andò a prendere un caffè dopo un pranzo, fra gli altri, con Antonio Di Nardo, l'onorevole Rocco Girlanda, Leonardo Benvenuti e Piscicelli. Oggetto dell'incontro era un immobile che Verdini aveva interesse fosse venduto. Verdini spiega di aver «trovato lì» anche Fusi. «Lui mi disse - spiega Verdini - Che ci fai insieme a questi bastardi?». E al pm che gli chiede: «E indicava chi, scusi?», Verdini risponde: «Piscicelli, Di Nardo. Piscicelli, per dire la verità Piscicelli»".






