La cultura fa vivere meglio, crea occupazione e aiuta il turismo: Innamorati della Cultura tutto l'anno

E’ vero: bisogna essere innamorati della cultura tutto l’anno e non soltanto a San Valentino. Di fatto molti di noi lo sono: quante sono le persone che in uno spazio di tempo libero leggono un libro, ascoltano musica, guardano un film, visitano un museo, dimostrano – cioè – di amare la cultura? Ma il problema è un altro. La cultura non vive d’aria, ma di risorse; non di sogni, ma di investimenti; non di parole, ma di strutture organizzate. È questo il senso del “giorno della cultura”: far comprendere a tutti che la cultura è un valore e come tale va difesa, sostenuta, supportata. In primo luogo, la cultura fa vivere meglio, rende più consapevoli, più democratici, più tolleranti, più aperti. E’ questa la prima e fondamentale ragione per la quale le amministrazioni devono investire risorse: in una società colta ci sono maggiori strumenti per difendersi dalle tensioni e dalle derive. Nelle esasperazioni economiciste dei nostri tempi, ci si domanda: “Quanto rende la cultura?”. Non lo so. Ma so quanto “costa” non averla: che cosa sono il bullismo, il razzismo, il malessere delle periferie urbane se non mancanza di cultura? E quanto “costano” in termini economici e sociali quelle degenerazioni? Ecco, se non vogliamo una società dove qualcuno pensi di poter sgozzare un adolescente per una sigaretta negata o bruciare un barbone che dorme su una panchina, facciamo cultura: ne vale la pena, ci rende migliori.

In secondo luogo la cultura è “impresa”, il che significa lavoro, occupazione, stipendi. Dietro il tenore del Regio o l’attore del Carignano ci sono addetti ai suoni, artigiani che lavorano alle scenografie, addetti al guardaroba e alle biglietterie; dietro ogni mostra e museo ci sono guide, operai manutentori, addetti alle pulizie. Si tratta di un comparto che in Piemonte occupa circa 40 mila persone. Qualcuno può pensare che si tratti di settore marginale, che in termini occupazionali conti meno del tessile, del chimico, del call center?

In terzo luogo i grandi eventi e i grandi musei sono attrattori turistici. Se il turismo sa lavorare bene può trasformare uno spettacolo o una mostra in occasione di visita, di soggiorno, di promozione del territorio e delle sue ricchezze.

Ecco, il 14 febbraio rappresenta tutto questo: una vetrina di cose belle e uno stimolo di riflessione. Ciò che matura una comunità non è soltanto quello di cui dispone, ma la consapevolezza di poterne disporre. Essere liberi è importante, ma più importante ancora  è sapere che cosa significa essere liberi. A Torino e in Piemonte abbiamo e fruiamo di tanta cultura. Per un giorno ci siamo fermati a pensare che cosa significa tutto questo. Così si impara a difenderla, a sostenerla, a scegliere tra chi crede davvero in essa e chi finge per convenienza.

 Gianni Oliva