Riscopriamo il nostro passato e la nostra identità
Giovedì 21 gennaio, presso il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino, verrà presentato l'Atlante delle Feste Popolari del Piemonte. Feste, rituali, tradizioni, necessità di ristabilire un contatto con il proprio passato: ecco il commento dell'assessore alla Cultura della Regione Piemonte Gianni Oliva.
Proporre on line le tante feste popolari della nostra regione significa rendere omaggio ad un Piemonte genuino, semplice, rigoroso, che nel corso della storia ha saputo coniugare lavoro e allegria, impegno e voglia di vivere. Ogni comunità deve essere orgogliosa del suo passato, così come dev’esserlo del suo dialetto, delle sue abitudini, dei suoi campanili, del suo “stile”. In questi anni abbiamo cercato di lavorare in questa direzione attraverso investimenti nella valorizzazione del patrimonio linguistico (il piemontese, il franco provenzale, l’occitano, il walser), nel recupero di architetture popolari (dai ricetti alle baite alpine), nella promozione della conoscenza del nostro passato storico e – appunto – nella riscoperta delle tante feste popolari.
E’ vero, siamo in un’epoca di globalizzazione, di contaminazione tra provenienze geografiche e culturali molto diverse: viviamo in un territorio dove si sente parlare l’italiano con accenti regionali diversi e, sempre più spesso, con accenti stranieri. Ma proprio nel momento in cui le trasformazioni economiche propongono nuovi orizzonti e rimescolano le popolazioni, è importante che le singole comunità riscoprano il proprio passato e la propria identità. “Mondo globale” non significa omologazione: deve significare conoscenza e rispetto dell’identità di ognuno, perché gli uomini (come recitava il titolo di una bella mostra proposta qualche anno fa dall’Istituto Gramsci di Torino) “sono tutti uguali e tutti diversi”.






