Innamorati della Cultura
In questo periodo di grandi difficoltà finanziarie la cultura sembra un bene superfluo, ma difendere la cultura significa difendere la nostra identità e riconoscere la nostra storia come esseri umani. Tutte le società, in tutti i tempi, hanno avuto bisogno di luoghi, di idee, di rappresentazioni artistiche che rendessero i cittadini consapevoli di appartenere ad una comunità. Mantenere viva la cultura in tempo di crisi è il segno di una società che non si arrende all'abbrutimento, che coltiva il legame tra i cittadini, che offre a tutti strumenti per comprendere il presente e progettare il futuro.
In secondo luogo la cultura significa posti di lavoro. Dietro una mostra, uno spettacolo, un museo, un convegno o una pubblicazione non ci sono soltanto artisti o intellettuali più o meno noti: ci sono organizzatori, maschere, addetti alle pulizie e alle biglietterie, attrezzisti, bibliotecari, ricercatori, e molte altre figure professionali. ‘tagliare sulla cultura’ significa anche ‘tagliare’ posti di lavoro. In terzo luogo la cultura costa poco, neanche l'1% del bilancio nazionale e di quelli locali. Da queste premesse nel 2009 è nata “Innamorati della Cultura”, una giornata – scelta nella simbolica data del 14 febbraio - dedicata a mettere in luce il lavoro degli operatori culturali, per farne conoscere la quantità e la qualità: fondazioni, associazioni, cinema, gallerie, musei, biblioteche, teatri, orchestre per tutta la giornata sono stati aperti e attivi con un ampio programma di manifestazioni. Un San Valentino del tutto particolare, un atto d’amore verso la cultura che si è avvalso
di testimonials di eccezione, come Mario Martone e Luciana Littizzetto, e che ha ricevuto l’adesione di centinaia di istituzioni culturali del territorio e di moltissimi dei 40.000 professionisti che lavorano nel settore in tutta la regione. Luoghi di cultura aperti e visitabili gratuitamente, spettacoli di musica, teatro, danza e animazione di strada hanno animato le piazze e le vie di Torino e numerose altre località piemontesi, affollate di “innamorati” che hanno sottoscritto la richiesta – rivolta a tutti, dagli Enti pubblici ai privati – di continuare a investire sulla cultura, risorsa imprescindibile per la società contemporanea.
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